“Oggi ci sono rapporti con le famiglie palermitane trapiantate ultimamente negli Stati Uniti. E’ da lì che verrà il nuovo pericolo per l’Italia”. Perché? “Io ho paura che se Riina e i suoi saranno spazzati via, quelli che scapparono durante la guerra di mafia, e sopravvissero, torneranno in Sicilia per approfittare di quel vuoto di potere mafioso. E siccome la Sicilia è mafiosa, faranno presto a riprendere tutto nelle loro mani”.
E’ quello che sta accadendo in questi mesi. Le recenti operazioni di polizia e dell’Fbi l’hanno ormai drammaticamente verificato. Ma le parole che aprono questo post non sono state pronunciate oggi, bensì nel dicembre 1992. Così parlava Tommaso Buscetta, il primo grande pentito di Cosa nostra, durante un’intervista rilasciata a Giuseppe D’Avanzo ed Eugenio Scalfari, per “Repubblica”.
Qualche giorno fa, per caso, ho ritrovato quel ritaglio di giornale. Buscetta ipotizzava che dopo il tritolo di Capaci e via d’Amelio avrebbero provato a delegittimare i pentiti. Poi, i giudici. Così è accaduto. L’ultima profezia di Tommaso Buscetta riguardava la sconfitta della mafia corleonese e il ritorno a Palermo della vecchia guardia di Cosa nostra. Non c’è da stare allegri. Anche perché, ribadiva il vecchio boss ormai pentito: “Siccome la Sicilia è mafiosa, faranno presto a riprendere tutto nelle loro mani”.
Così, attraverso le ultime indagini abbiamo visto mafiosi dai cognomi antichi che tornavano a fare affari a Palermo con mafiosi apparentemente senza storia, ma con tanti soldi e soprattutto molte relazioni nella città bene”.






