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Strage Falcone

Scritto da Salvo Palazzolo il 13 maggio 2012 | 

Il 23 maggio 1992, una micidiale carica di esplosivo piazzata sotto l’autostrada, nei pressi di Capaci (Palermo), uccide il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.


Le foto del sopralluogo effettuato dalla polizia stradale


La richiesta della Procura di Caltanissetta nei confronti di mandanti ed esecutori
L’ordinanza di custodia del gip di Caltanissetta Gilda Lo Forti



Il processo
Il 26 settembre 1997, la corte d’assise di Caltanissetta presieduta da Carmelo Zuccaro ha emesso 24 ergastoli per l’eccidio avvenuto a Capaci. La decisione ha riguardato: Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e tutti i componenti della commissione provinciale di Cosa nostra. I giudici hanno inflitto 26 anni di reclusione a Giovanni Brusca, che azionò il telecomando dell’esplosivo piazzato sotto l’autostrada. Pene minori per i collaboratori di giustizia rei confessi di aver preso parte all’esecuzione dell’eccidio: Salvatore Cancemi (21 anni), Giovan Battista Ferrante (17 anni); Gioacchino La Barbera (15 anni e due mesi); Calogero Ganci e Mario Santo Di Matteo (15 anni).
La sentenza della corte d’assise di Caltanissetta

La requisitoria del pm Luca Tescaroli: Parte Prima / Parte Seconda


In appello, sono state ribaltate alcune assoluzioni: il 7 aprile 2000 la corte d’assise d’appello presieduta da Giancarlo Trizzino infligge l’ergastolo anche a Salvatore Buscemi, Francesco Madonia, Antonino Giuffrè, Mariano Agate e Giuseppe Farinella, che in primo grado erano stati assolti. Ridotte le pene per i collaboratori di giustizia.
La sentenza della corte d’assise d’appello


Il 30 maggio 2002, la Cassazione conferma 21 condanne e annulla quelle riguardanti Pietro Aglieri, Salvatore Buscemi, Pippo Calò, Giuseppe Farinella, Antonino Giuffrè, Antonino Geraci, Francesco Madonia, Giuseppe Madonia, Giuseppe Salvatore Montalto, Matteo Motisi e Benedetto Spera. Un nuovo processo d’appello, che viene fissato a Catania, riguarda anche le posizioni di alcuni mandanti ed esecutori della strage di via d’Amelio, su cui la Cassazione aveva sollecitato un nuovo esame. (La sentenza, nella scheda “Processo stralcio per Capaci e via d’Amelio).
La sentenza della Cassazione: Parte Prima / Parte Seconda



La nuova inchiesta
Le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza ai magistrati di Caltanissetta hanno offerto nuovi spunti d’indagine su chi fornì l’esplosivo per l’eccidio del 23 maggio.
Il verbale di interrogatorio di Gaspare Spatuzza