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Strage Borsellino

Scritto da Salvo Palazzolo il 13 maggio 2012 | 

Il 19 luglio 1992, in via d’Amelio, a Palermo, vengono assassinati con un’autobomba il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

La relazione della prima Volante arrivata in via d’Amelio
La deposizione dell’agente superstite, il giorno dopo l’attentato
Il primo rapporto della squadra mobile sulla strage (20 luglio 1992)

Borsellino 1
Il primo processo, celebrato dalla corte d’assise di Caltanissetta presieduta da Renato Di Natale, si è concluso il 26 gennaio 1996 con tre ergastoli (per Salvatore Profeta, Giuseppe Orofino e Pietro Scotto) e una condanna a 18 anni per il collaboratore Vincenzo Scarantino, così come chiedeva la Procura.
Borsellino 1/ La sentenza della corte d’assise di Caltanissetta

In secondo grado, la corte presieduta da Giovanni Marletta ha confermato il carcere a vita soltanto per Profeta, mentre a Orofino sono stati inflitti nove anni per favoreggiamento e Scotto è stato assolto. Scarantino aveva già ritrattato le sue accuse.
Borsellino 1/ La sentenza della corte d’assise d’appello di Caltanissetta
Borsellino 1/ La sentenza della Cassazione

Borsellino bis
Il 13 febbraio 1999, la corte d’assise presieduta da Pietro Falcone ha emesso sette ergastoli (Salvatore Riina, Pietro Aglieri, Carlo Greco, Giuseppe Graviano, Francesco Tagliavia, Salvatore Biondino e Gaetano Scotto). Poi, dieci altre condanne per associazione mafiosa.
Borsellino bis/ La sentenza della corte d’assise di Caltanissetta

Il 18 marzo 2002, il giudizio d’appello (emesso dalla corte presieduta da Francesco Caruso) ha inasprito il verdetto, portando a tredici le condanne a vita, così come la Procura aveva chiesto in primo grado per Cosimo Vernengo, Natale Gambino, Giuseppe La Mattina, Lorenzo Tinnirello, Gaetano Murana e Giuseppe Urso. Dopo la clamorosa ritrattazione, Scarantino era tornato ad accusare, ed è stato in parte creduto. Insieme a lui, la Procura generale ha portato in aula anche un nuovo collaboratore, Calogero Pulci.
Borsellino bis/ La sentenza della corte d’assise d’appello di Caltanissetta
Borsellino bis/ La sentenza della Cassazione

Borsellino ter
Il primo grado si è concluso il 9 dicembre 1999. Il collegio presieduto da Carmelo Zuccaro ha inflitto 17 ergastoli e 175 anni di reclusione, dieci le assoluzioni. Carcere a vita per Giuseppe Madonia, Nitto Santapaola, Giuseppe Farinella, Raffaele Ganci, Antonino Giuffrè, Filippo Graviano, Michelangelo La Barbera, Giuseppe e Salvatore Montalto, Pippo Calò, Bernardo Brusca, Matteo Motisi, Bernardo Provenzano, Salvatore Biondo (classe 1955), Cristoforo Cannella, Domenico e Stefano Ganci. Ventisei anni per il pentito Salvatore Cancemi, 23 per Giovanbattista Ferrante, 16 a Giovanni Brusca.
Borsellino ter/ La sentenza della corte d’assise di Caltanissetta

In appello, per Cancemi e Ferrante è arrivato uno sconto di pena: la corte presieduta da Giacomo Bodero Maccabeo gli ha riconosciuto l’attenuante prevista per i collaboratori di giustizia. Ma dei 22 ergastoli chiesti dalla procura generale, ne sono stati decretati solo 11 (e due sono nuovi: per Salvatore Biondo, classe 1956 e Francesco Madonia). Cadono quelli inflitti in primo grado per Stefano Ganci (condannato a 30 anni), per Giuseppe Farinella, Giuseppe Madonia, Nitto Santapaola, Nino Giuffrè, Salvatore Montalto e Matteo Motisi, condannati a 20 anni.
Borsellino ter/ La sentenza della corte d’assise d’appello di Caltanissetta

L’intervento della Cassazione, di annullamento con rinvio di alcune posizioni, ha determinato un nuovo processo d’appello, a Catania.
Borsellino ter/ La sentenza della Cassazione