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Mandanti occulti e concorrenti esterni

Scritto da Salvo Palazzolo il 13 maggio 2012 | 

La punta più avanzata delle indagini della Procura di Caltanissetta sulle entità che avrebbero avuto interesse alle stragi Falcone e Borsellino si è fondata sulle rivelazioni del pentito Salvatore Cancemi, anche lui un ex della Cupola, che nel 1994 riferì di aver ricevuto una confidenza da Raffaele Ganci, capomafia della Noce, al ritorno da una riunione preparatoria per l’eccidio del 23 maggio.

Ci sono anche delle “persone importanti”, recita la confidenza, che avrebbero assicurato a Totò Riina la revisione dei processi e una legislazione favorevole. “Ganci non mi fece i nomi – dice Cancemi – ma una cosa deve essere chiara, queste persone non erano certo uomini di Cosa nostra, perché più importanti di Riina e Provenzano non ce ne sono all’interno dell’organizzazione, quindi i personaggi con cui Riina si è incontrato li dovete cercare fuori dell’organizzazione”.
Questo verbale ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Caltanissetta di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, per concorso nelle stragi del ‘92 (procedimento 1370/98 rgnr, archiviato il 3 maggio 2002).
Richiesta di archiviazione della Procura di Caltanissetta per Berlusconi e Dell’Utri
Decreto di archiviazione del gip di Caltanissetta Tona per Berlusconi e Dell’Utri


Il gip di Firenze Giuseppe Soresina, che il 14 novembre 1998 ha archiviato anche lui l’inchiesta su Berlusconi e Dell’Utri nell’ambito del procedimento sulle stragi di Roma Milano e Firenze, rileva: “Le indagini svolte hanno consentito l’acquisizione di risultati significativi solo in ordine all’avere Cosa nostra agito a seguito di input esterni, a conferma di quanto già valutato sul piano strettamente logico; all’avere i soggetti (cioè gli odierni indagati) di cui si tratta intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato, all’essere tali rapporti compatibili con il fine perseguito dal progetto”.
Richiesta di archiviazione della Procura di Firenze per Berlusconi e Dell’Utri
Decreto di archiviazione del gip di Firenze Soresina per Berlusconi e Dell’Utri


L’ipotesi di un coinvolgimento di Marcello Dell’Utri nella strategia stragista eseguita da Cosa nostra è stata anche oggetto del processo di Palermo che ha visto imputato il senatore Pdl di concorso esterno in associazione mafiosa. In primo grado, l’11 dicembre 2004, il collegio presieduto da Leonardo Guarnotta ha condannato Dell’Utri a 9 anni. Nel 2010, la corte d’appello presieduta da Claudio Dall’Acqua ha ridotto la condanna a 7 anni, assolvendo Dell’Utri per le condotte successive al 1992. Il 9 marzo 2012, la Cassazione ha annullato la condanna di secondo grado, ordinando un nuovo giudizio (dalle motivazioni del provvedimento si evince che la Suprema Corte ha ritenuto sussistente il reato di concorso esterno; Dell’Utri avrebbe fatto da mediatore fra Cosa nostra e Berlusconi. Il nuovo processo d’appello non potrà comunque entrare nel merito dei fatti del 1992, perché la Cassazione ha rigettato il ricorso del procuratore generale).
La sentenza del tribunale su Dell’Utri
La sentenza d’appello
La sentenza della Cassazione


Mafia e appalti
La Procura di Caltanissetta ha valutato anche l’ipotesi che dietro i cosiddetti mandanti occulti della stragi ci fossero alcuni equivoci rapporti fra mafia e imprenditoria
Richiesta di archiviazione della Procura di Caltanissetta per il filone mafia e appalti


Bruno Contrada
L’inchiesta sui mandanti occulti si è diretta in questi anni verso Bruno Contrada, 007 del servizio segreto civile condannato definitivamente per concorso esterno in associazione mafiosa. Nonostante i sospetti, lui ha un alibi di ferro per il pomeriggio della strage Borsellino, era in barca, al largo di Palermo. Con due colleghi e un amico imprenditore. Gli investigatori hanno svolto accertamenti su tutti i partecipanti alla gita. E così emerso che quell’imprenditore, impegnato nel settore della moda, avrebbe intrattenuto rapporti con i boss della Noce, quelli più vicini a Totò Riina.
Decreto di archiviazione del gip di Caltanissetta Tona per Bruno Contrada



Castello Utveggio
Un ulteriore filone d’inchiesta per le stragi del 1992 è stato sollecitato dalla Corte d’assise d’appello del Borsellino bis, che ha invitato la Procura di Caltanissetta a svolgere nuovi accertamenti sulle indicazioni offerte dal consulente informatico Gioacchino Genchi, a proposito di strane presenze istituzionali nel castello Utveggio che sovrasta la strada della strage Borsellino. Il servizio segreto civile, sotto la gestione del direttore Mario Mori, ha comunicato ufficialmente alla Procura di Caltanissetta che nella struttura di Monte Pellegrino non ha mai operato alcuna base del Sisde. Con la stessa nota, l’allora vertice del Sisde comunicava che l’autista di un ex direttore del Cerisdi, la scuola per manager che sorge al castello Utveggio, era contestualmente un agente dei servizi segreti.
Richiesta di archiviazione della Procura di Caltanissetta riguardante la presenza di una cellula dei servizi segreti nel Castello Utveggio di Monte Pellegrino, a Palermo


Spatuzza
Nel 2009, il pentito Gaspare Spatuzza, un tempo fedelissimo dei boss di Brancaccio, ha rivelato ai magistrati una confidenza che gli avrebbe fatto Giuseppe Graviano, all’inizio del 1994, durante un incontro al bar Doney, a Roma: “Mi comunicò che avevamo chiuso tutto e ottenuto tutto quello che cercavamo e questo grazie a persone che avevano portato avanti tutto questo”. Spatuzza ha aggiunto: “Graviano mi menziona nello specifico la persona di Berlusconi…”. E poi fece riferimento pure al “nostro compaesano Marcello Dell’Utri”.
Interrogatorio di Gaspare Spatuzza, 16 giugno 2009