Confida ciò all’umana comprensione dei giudici per essere scusata. Anche le sofferenze dello innocente.
Costretto a vivere nascosto non sono inferiore a quelle procurate dal carcere.
Spero che dopo tanti dolori sarà riconosciuta la mia innoccenza.
Io infatti, ho vissuto di lavoro e sono del tutto innoccente a quanto mi si addebita in quanto mai ho avuto rapporti illeciti con chicchessia e tanto meno con persone che figurano imputate nell’attuale procedimento (…)”
Se queste pagine fossero finite nella redazione di Radio Aut, Peppino Impastato avrebbe scritto di certo una memorabile pagina di satira antimafia. A noi non resta che scorrere queste carte che da 40 anni sono agli atti del processo di Catanzaro e provare a immaginare la voce di Peppino, come la sentiamo nel bellissimo sito a lui dedicato dall’associazione “Casa memoria”
E dopo aver ricordato ancora una volta Peppino, non resta che farsi qualche domanda. Questa volta seria, molto seria.
1. Dov’è finito il tesoro accumulato da Gaetano Badalamenti (quello che stava morendo) con il traffico internazionale di droga?
2. Perché la Svizzera si è sempre rifiutata di dare informazioni ai giudici italiani sul conto Wall Street 461, che era la cassaforte di Badalamenti scoperta da Giovanni Falcone?
3. Perché i figli del capomafia di Cinisi, Vito e Leonardo, continuano a trascorrere una latitanza dorata in Sud America?
Ecco l’appassionata difesa di Gaetano Badalamenti:
- Gaetano Badalamenti
“Lunga vita a don Tano seduto”: al processo di Catanzaro fu assolto. E dopo, davvero lunga vita ha avuto! Non ha mai ricevuto una condanna per associazione mafiosa. E la condanna per l’omicidio di Peppino Impastato è arrivata davvero troppo tardi, dopo depistaggi e favori istituzionali ancora tutti da chiarire.












